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Sab. 12 Maggio - ROMA: MANIFESTAZIONE CONTRO IL GOVERNO MONTISab. 12 Maggio - ROMA: MANIFESTAZIONE CONTRO IL GOVERNO MONTI Sabato 12 Maggio dalle ore 14 a Roma si terrà la prima Manifestazione nazionale unitaria contro il governo Monti, promossa dalla Federazione della Sinistra. GRIDIAMOGLIELO IN PIAZZA! Appello per...

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Ven. 27 Aprile - Offida (AP): L'ALBERO DI MAGGIO NEL PICENOVen. 27 Aprile - Offida (AP): L'ALBERO DI MAGGIO NEL PICENO Venerdì 27 Aprile dalle ore 21.00 ad Offida (AP) presso il Teatro del Serpente Aureo (Piazza del Popolo) l'ISLM (Istituto regionale per la Storia del movimento di Liberazione nelle Marche) presenta il...

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“Lettera a Giuseppe Mazzini” – Ascanio Celestini

pubblicato il 4 maggio 2011 in: Protagonisti

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Caro Giuseppe Mazzini,
quest’anno è il 150° dell’Unità d’Italia, ma visto che per l’annessione del Veneto si aspetta fino al 1866, che Roma entra a far parte dello Stato nel ’70, che per Trento e Trieste si attende fino alla Prima Guerra Mondiale e l’Istria si perde dopo la Seconda, quest’anno l’Italia compie contemporaneamente 150, 145, 141, 93 e 66 anni.

Ma con voi, caro Mazzini, vorrei ripercorrere una delle storie più belle del Risorgimento: la vicenda della Repubblica Romana del 1849.

"Proclamazione della Repubblica Romana nel 1849 in Piazza del Popolo" Rossetti (1861)

Nel 1848 ci sono insurrezioni in Sicilia, a Milano, in Toscana, a Venezia e Genova e a Parigi il re si traveste, scappa a Londra e in Francia nasce la Seconda Repubblica.
Un giorno di fine marzo a Roma i manifestanti chiedono all’ambasciatore austriaco di togliere le insegne imperiali, lui si rifiuta, la folla le stacca lo stesso, le lega alla coda di un somaro, le trascina per Via del Corso e le brucia a Piazza del Popolo.


Gli austriaci minacciano lo scisma.

Giovanni Mastai Ferretti in arte Pio IX, il Papa, mette a capo del governo uno che si chiama Pellegrino Rossi. Uno convinto che il popolo è ingestibile e pericoloso. E Pellegrino Rossi si becca subito una coltellata. (E’ vero, caro Mazzini, che appena si viene a sapere che l’hanno ammazzato: a Roma si festeggiò?)

Pio IX monta in carrozza e scappa a Gaeta da Ferdinando II, detto “re bomba” perché bombardò il proprio popolo.
A Roma arrivano dei pericolosissimi terroristi, ricercati, condannati a morte, scappati dalle galere: protagonisti di decenni di lotta armata che chiamiamo Risorgimento. Sono: Felice Orsini, Carlo Pisacane, Goffredo Mameli, Giuseppe Garibaldi, Giuseppe Mazzini, eccetera eccetera…

E il 21 gennaio 1849 si vota: a suffragio universale maschile – ovvero tutti i cittadini maschi di anni 21 – con scrutinio segreto.

Giovanni Mastai Ferretti scomunica tutti: scomunica quelli che organizzano le elezioni, ma pure quelli che votano; dichiara che a Roma c’è l’anarchia.

Ma il 9 febbraio si proclama la Repubblica.

A Roma vivevano meno di 200mila cittadini e con 6mila ecclesiastici, c’era una tonaca ogni 30 abitanti: un prete ogni 30 persone!!
Vive’ a Roma era come annà a scola dai preti!
Ci stavano quasi 300 chiese.

Mazzini,
in una di quelle 300 chiese ci entrò Enrico Cernuschi che aveva fatto le 5 giornate di Milano. Disse “il Papa è il peggior tedesco del mondo… i tedeschi li manderemo via… ma se torna il papa non lo manda via nessuno”.

E Giovanni Mastai Ferretti, Pio IX, scappato a Gaeta, ci vuole tornare a Roma.
Così chiede ufficialmente l’intervento di Austria, Napoli, Francia e Spagna.
E chi corse a Roma per combattere la Repubblica, cacciare i Repubblicani e riconsegnarla al Papa? I Repubblicani della Repubblica francese.

E chi se l’aspettava che proprio la Repubblica francese veniva a combattere contro la Repubblica romana?

Ma intanto, dal 9 febbraio al 3 luglio del 1849, mentre la città si difende dai Francesi, l’Assemblea scrive la Costituzione repubblicana e così prima di lasciare la città, a Roma:
- si leva la tassa sul pane;
- si aboliscono i dazi in tutto lo Stato;
- si obbliga a vaccinare contro il vaiolo.
Si vota:
- la laicità dello Stato e della scuola;
- l’istituzione del Ministero della Pubblica Istruzione;
- si tassano i ricchi e nazionalizzano i beni del clero;
- si istituisce il matrimonio civile;
- la bandiera è tricolore e in mezzo c’è scritto “Dio e Popolo”, senza preti di mezzo;
- nello Stato ci devono essere 3 poteri indipendenti:
Assemblea elettiva; Consolato eletto dall’Assemblea; Ordine giudiziario;
- Roma è una Repubblica, a sovranità popolare;
- dove non valgono titoli nobiliari, né privilegi per nascita;
- il lavoro è un diritto;
- c’è libertà di culto e nessuna religione di Stato;
- è abolita la carcerazione per debiti;
- è abolito il Sant’Uffizio, che aveva processato Campanella, Giordano Bruno e Galileo;
- è abolita la censura e la pena di morte.

Il 3 luglio: si approva la Costituzione.

Il 4 luglio: i Francesi stanno in città:
- mettono il coprifuoco;
- chiudono circoli e giornali.

Quando Pio IX torna a Roma:
- richiude gli ebrei nel ghetto;
- rimette la censura, i tribunali ecclesiastici, l’inquisizione, la tortura e la ghigliottina;
- in 3 anni processa più di 3000 persone.

E cosa faceste voi, caro Mazzini, dopo la fine della Repubblica romana?
Tentaste e appoggiaste nuove insurrezioni a Mantova nel 1852, a Milano nel 1853, in Cilento nel 1857 e in quell’anno foste condannato a morte per la seconda volta.
Poi, nel 1860, Cavour e i Savoia vi cacciano da Napoli dove avevate raggiunto Garibaldi che – visto che stava regalando il Meridione a quella combriccola di Monarchi – era ancora un eroe. Ma quando appoggiate Garibaldi che cerca di prendere Roma contro il parere dei Savoia, venite entrambi condannati come terroristi dallo Stato italiano.

E l’ultima insurrezione la tentate in Sicilia, ma gli Italiani vi arrestano.
E così, mentre i bersaglieri italiani entrano a Roma, il Governo italiano vi tiene in galera a Gaeta.

Siete morto in clandestinità nel 1872 quando l’Italia esiste ormai da 11 anni e per lo Stato italiano siete un terrorista come Bin Laden.

Questa Italia che è stata un regime monarchico e poi un regime fascista, finalmente nel 1946 diventa una Repubblica e la Costituzione repubblicana che voi, caro Mazzini, scriveste a Roma venne finalmente applicata, ma con 100 anni di ritardo.

Caro Mazzini,
ma se oggi, nel 150° dell’Unità e 162° dopo la Repubblica Romana, di nuovo qualcuno volesse rimaneggiare la vostra bella Costituzione e farsi nuovamente sovrano, allora, dovreste scriverla voi una bella lettera, caro Mazzini.

“Io, Giuseppe Mazzini,
chiedo al Presidente della Repubblica in carica e ai Presidenti emeriti, ai Presidenti del Consiglio, della Camera e del Senato, ai signori Ministri e al Parlamento intero, nonché ai Presidenti di Regione e Provincia, ai Sindaci, agli Assessori e ai Consiglieri, alle Autorità tutte, Papa compreso,
insomma chiedo al Popolo italiano di cancellare il mio nome dalle piazze, dalle strade, dai viali, dalle scuole e dalle caserme e chiedo inoltre di abbattere i monumenti a me dedicati, staccare targhe e lapidi col mio nome poiché rinuncio alla paternità di questo Paese che non rassomiglia né alla mirabile patria per cui lottammo, né tantomeno all’Italia che sarebbe dovuta diventare oggi a distanza di un secolo e mezzo di progresso.

firmato,
Giuseppe Mazzini.”

“E a Roma a Roma
ci sta un papa
che di soprannome
si chiama Pio Nono
lo butteremo giù dal trono
dei papa in Roma
non ne vogliamo più

Lo butteremo giù dal trono
dei papi in Roma
non ne vogliamo più”

di Ascanio Celestini


Ascanio Celestini recita la “Lettera a Giuseppe Mazzini”
durante il PrimoMaggio 2011 a Piazza SanGiovanni, Roma

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